Quale imprenditore non ha mai sentito nominare la Centrale Rischi dal proprio gestore bancario? Che tu guidi una ditta individuale, una società di persone o di capitali, prima o poi arriva il momento di confrontarti con questo archivio poco visibile ma decisivo.
Molti la scoprono solo quando si vedono rifiutare un fido; altri ne sentono parlare dal commercialista come di un adempimento burocratico. Facciamo chiarezza: cos'è, come si richiede, come si legge e come usarla a tuo favore.
Cos'è la Centrale Rischi della Banca d'Italia?
La Centrale dei Rischi è un archivio informatico gestito dalla Banca d'Italia. Ogni mese banche e intermediari finanziari segnalano la posizione dei clienti che hanno ottenuto affidamenti o prestato garanzie per un importo pari o superiore a 30.000 euro. La soglia scende a 250 euro per le posizioni in sofferenza, cioè i crediti verso clienti in grave e non transitoria difficoltà.
Soglia di segnalazione
Affidamenti e garanzie
Per le sofferenze
Soglia ridotta
Storico visibile
Consultabile dalle banche
Non è uno strumento di «pettegolezzo finanziario» né una violazione della privacy: i dati sono riservati. Gli intermediari li consultano solo per valutare il merito di credito, dei propri clienti o di chi chiede un finanziamento, e vedono al massimo gli ultimi 36 mesi. Tu, come titolare, puoi richiedere gratuitamente la posizione della tua azienda in qualsiasi momento.
Lo scopo della CR è garantire la stabilità del sistema finanziario. Chi ha una storia creditizia ordinata e dimostra di essere un pagatore corretto ottiene più facilmente, e a condizioni migliori, nuove linee di credito.
Come si richiede la Centrale Rischi?
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Accedi al Portale dei servizi online della Banca d'Italia
Dal 13 aprile 2026 il Portale (servizionline.bancaditalia.it) è l'unico canale telematico per chiedere i dati della Centrale dei Rischi. È accessibile anche senza SPID o CIE.
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Presenta la richiesta per l'azienda
Per una società la richiesta la presenta il legale rappresentante, o una persona da lui delegata, indicando il codice fiscale dell'impresa e allegando i documenti richiesti.
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Ricevi il prospetto
Il servizio è gratuito. La Banca d'Italia risponde di norma entro 30 giorni con il prospetto delle segnalazioni, mese per mese e intermediario per intermediario.
Come si legge il prospetto della Centrale Rischi?
Il prospetto riporta, per ogni mese e per ogni banca, i rapporti dell'azienda divisi per categoria. Le categorie principali sono tre.
- Rischi autoliquidanti: anticipi su crediti verso terzi, come l'anticipo fatture o il factoring. Si rimborsano con l'incasso dei crediti.
- Rischi a scadenza: finanziamenti con una scadenza fissata dal contratto, come mutui e leasing.
- Rischi a revoca: linee utilizzabili entro un limite, che la banca può revocare, come l'apertura di credito in conto corrente.
Per ciascun rapporto contano soprattutto tre valori.
I tre valori da leggere
- Accordato: l'importo del fido concesso dalla banca.
- Accordato operativo: la parte effettivamente utilizzabile secondo il contratto. Di solito coincide con l'accordato.
- Utilizzato: quanto l'azienda sta usando davvero in quel mese.
I segnali che la banca nota
- Utilizzato stabilmente vicino all'accordato: il fido è troppo stretto.
- Utilizzato superiore all'accordato operativo: sconfinamento.
- Accordato molto più alto dell'utilizzato: paghi commissioni su credito che non usi.
Perché la Centrale Rischi serve anche all'azienda?
La maggior parte degli imprenditori pensa che la CR sia utile solo alle banche. Non è così: letta con competenza, diventa uno strumento concreto per ottimizzare i fidi e pianificare i flussi di cassa. La domanda è: sai davvero come leggerla e interpretarla?
È qui che interviene il Financial Manager fractional, o CFO temporaneo: un professionista che analizza la CR per verificare se l'apparato dei fidi della tua azienda è allineato alle reali esigenze del business.
Il fido giusto: la metafora delle scarpe
Immagina i fidi bancari come un paio di scarpe. Se l'azienda cammina con la calzatura sbagliata, i danni arrivano presto.
Scarpe troppo larghe: fidi sovradimensionati
- Ampia libertà di manovra e nessun rischio di liquidità
- Ogni trimestre paghi commissioni di disponibilità fondi su linee che non usi
- Risultato: liquidità sprecata in costi inutili
Scarpe troppo strette: fidi sottodimensionati
- Risparmi sulle commissioni
- Al primo imprevisto vai in sconfinamento
- Sconfinamenti ripetuti peggiorano il rating: tassi più alti o credito bloccato
Come l'analisi della Centrale Rischi diventa un vantaggio
Con l'esperienza del rapporto con le banche, il Financial Manager analizza la Centrale Rischi insieme ai flussi di cassa previsti e disegna per l'azienda un apparato di fidi su misura: le linee giuste, della dimensione giusta, presso le banche giuste.
Cosa permette l'analisi della CR
- Eliminare i costi inutili: ridurre le commissioni su fidi inutilizzati o sovradimensionati.
- Proteggere il rating aziendale: prevenire gli sconfinamenti che allarmano le banche.
- Ottimizzare i flussi di cassa: assicurare la liquidità necessaria all'attività ordinaria, senza tensioni sul conto.
- Presentarsi in banca preparati: sapere in anticipo cosa vede il gestore e negoziare da una posizione più solida.
La Centrale Rischi non è una condanna: letta con il supporto del professionista giusto, diventa un'alleata della crescita e della serenità dell'impresa.
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Se i fidi non bastano mai o la cassa è sempre sotto pressione, il problema va affrontato alla radice: pianificazione, rapporto con le banche, struttura del debito.
Domande frequenti
Quanto costa richiedere la Centrale Rischi?
Nulla. L'accesso ai propri dati della Centrale dei Rischi è gratuito e si richiede dal Portale dei servizi online della Banca d'Italia, per le persone come per le aziende.
Chi viene segnalato in Centrale Rischi?
Persone e imprese che hanno verso una banca o un intermediario finanziario affidamenti o garanzie per almeno 30.000 euro, oppure crediti in sofferenza di almeno 250 euro. La segnalazione non è di per sé negativa: riguarda anche chi usa il credito regolarmente.
Per quanto tempo restano visibili le segnalazioni?
Le banche possono consultare al massimo gli ultimi 36 mesi. Quando un finanziamento viene estinto non è più segnalato, ma le informazioni dei mesi precedenti non vengono cancellate: per questo conviene evitare sconfinamenti e ritardi prima che accadano.
Cosa fare se in Centrale Rischi c'è un errore?
Le banche sono responsabili dell'esattezza delle segnalazioni. Se un dato è sbagliato, va chiesta la correzione direttamente all'intermediario che lo ha segnalato; la rettifica viene poi comunicata alla Banca d'Italia e agli altri intermediari.
Che cos'è lo sconfinamento?
Si ha uno sconfinamento quando l'utilizzato supera l'accordato operativo, cioè quando l'azienda usa più credito di quanto la banca le abbia concesso. Sconfinamenti ripetuti o prolungati peggiorano il rating e possono portare a tassi più alti o alla revoca dei fidi.
Fonti: Banca d'Italia, «Centrale dei Rischi: domande frequenti» e «Il prospetto dati della Centrale dei rischi: guida alla lettura» (bancaditalia.it).